Il canto del Salice

Una verità sepolta per quattrocento anni

Due donne. Due epoche lontane. Un'unica, agghiacciante tomba.

Polonia, 1635. Nel piccolo villaggio di Pień, la paura è un'ombra che avvolge ogni cosa. Tra guerre, carestie e la minaccia della peste, la comunità cerca disperatamente un colpevole per le proprie sventure. La giovane Zosia, affetta da un disturbo che la scienza moderna chiamerebbe epilessia, viene marchiata come "agente del Male". Per placare la superstizione e impedire il suo "ritorno" dal mondo dei morti, Zosia viene condannata a una prigionia eterna: sepolta con una falce d'acciaio sulla gola e un lucchetto di ferro al piede.

Toruń, oggi. L'archeologa Anna Nowak è abituata a scavare nel passato, ma nulla l'ha preparata al ritrovamento dello scheletro di Zosia. Ossessionata dal restituire dignità a quella "vampira" dimenticata, Anna inizia un'indagine che va oltre la stratigrafia e il DNA. Grazie alla ricostruzione facciale forense, il volto di Zosia torna alla luce, trasformando un ammasso di ossa in una persona reale con una storia di dolore e ingiustizia da raccontare.

Un viaggio tra fanatismo e compassione.

Il canto del Salice è un potente romanzo che esplora l'anatomia della paura umana: quella che spinge una comunità ad atti efferati e quella che guida una donna moderna a sfidare il tempo per comprendere la verità. È un inno a chi è stato messo a tacere e un monito su come l'ignoranza possa trasformare la fragilità in mostruosità.

Perché leggere questo libro:

  • Basato su fatti reali: Ispirato al clamoroso ritrovamento archeologico della "vampira di Pień".

  • Doppia linea temporale: Un intreccio perfetto tra la cruda realtà del Seicento polacco e la moderna ricerca scientifica.

  • Temi profondi: Una riflessione attuale sul pregiudizio, sulla paura del "diverso" e sul potere della memoria.

"Un'indagine che inizia nella polvere e termina nell'anima."


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